1802. Passaporto””Giuseppe Morozzo nunzio del Papa Pio VII ”dato a Firenze per Ancona

18021802 Giuseppe Morozzo nunzio del Papa Pio VII Passaporto ”Giuseppe Morozzo”-nunzio-del-Papa-Pio-VII.

Art.Nr.1357

Giuseppe Morozzo Della Rocca
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricopertiArcivescovo titolare di Tebe
Nunzio apostolico in Toscana
Segretario della Congregazione dei vescovi e regolari
Cardinale presbitero di Santa Maria degli Angeli
Vescovo di Novara
Nato12 marzo 1758, Torino
Ordinato presbitero14 marzo 1802
Nominato arcivescovo29 marzo 1802 da papa Pio VII
Consacrato arcivescovo4 aprile 1802 dal cardinale Leonardo Antonelli
Creato cardinale8 marzo 1816 da papa Pio VII
Deceduto22 marzo 1842, Novara

Giuseppe Morozzo Della Rocca –(Torino, 12 marzo 1758Novara, 22 marzo 1842) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.Nato a Torino il 12 marzo 1758, Giuseppe Morozzo Della Rocca era membro di una nobile famiglia piemontese: suo padre era infatti Giuseppe Francesco Lodovico Morozzo Della Rocca, Marchese di Brianzè e sua madre era la Contessa Lodovica Cristina Bertone Balbis di Sambuy.

Laureatosi in teologia, fu rettore all’università di Torino. Ordinato presbitero il 14 marzo 1802, fu promosso arcivescovo titolare diTebe il 29 marzo dello stesso anno; nominato nunzio apostolico presso il re d’Etruria Ludovico I di Borbone (11 maggio 1802), fu poi segretario della Congregazione dei vescovi e regolari (2 dicembre 1807). Creato cardinale l’8 marzo 1816 da Pio VII, fu elettovescovo di Novara il 10 ottobre 1817. Nel 1832 venne nominato visitatore e delegato apostolico di tutti gli ordini regolari esistenti nel Regno di Sardegna. Organizzò i seminari e ripristinò le strutture territoriali e amministrative della diocesi. Morì a 84 anni il 22 marzo 1842.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata
Cavaliere dell'Insigne e reale ordine di San Gennaro - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere dell’Insigne e reale ordine di San Gennaro

1799 –”Cesarea-Regia-Finanza-di-Ferrara”-Lasciapassare-x-la-Salara-di-Pieve-di-Cento-dato-a-Ferrara-ad-Antonio-Magri

1799–”Cesarea-Regia-Finanza-di-Ferrara”-Lasciapassare-x-la-Salara-di-Pieve-di-Cento-dato-a-Ferrara-ad-Antonio-Magri

Art.Nr.1351

1814–”In-Nome-di-Sua-Maesta’L’Imperatore d’Austria”, Dipartimento del Reno, occupazione Austriaca di Bologna dato a Pietro Serra di San Giovanni in Persiceto , Possidente,il quale si reca a Porto Ferraio, Isola D’Elba,in visita a Napoleone I durante il suo Esilio….Rilasciato a Bologna il 10 giugno 1814

18 14–”In-Nome-di-Sua-Maesta’L’Imperatore d’Austria”, Dipartimento del Reno, occupazione Austriaca di Bologna

dato a Pietro Serra di San Giovanni in Persiceto , Possidente,il quale si reca a Porto Ferraio, Isola D’Elba,in visita a Napoleone I durante il suo Esilio….Rilasciato a Bologna il 10 giugno 1814

Art.Nr.1336

1799-Lasciapassare –”Nazione-Piemontese”-anno -7-Repubblicano-anno-1 dalla Municipalita’ di San Salvatore dato al Capitano Carlo Cesare Calcamuggi

1799 -Lasciapassare –”Nazione-Piemontese”-anno -7-Repubblicano-anno-1 dalla Municipalita’ di San Salvatore  dato al Capitano Carlo Cesare Calcamuggi

Art.Nr.1217

1802 Passaporto–”Ludovico I ”Re’dell’Etruria -infante di Spagna-Principe di Parma e Guastalla ecc -Dato a Firenze al Tenente Federico Capei che si reca a Milano e ritorno

0031802 Passap002orto–”Ludovico I ”Re’dell’Etruria -infante di Spagna-Principe di Parma e Guastalla ecc -Dato a Firenze al Tenente Federico Capei che si reca a Milano e ritorno

   Art.Nr 1162

Dipinto di Francisco Goya, 1800,Museo del Prado, Madrid.

Ludovico
Re d’Etruria
Stemma
In carica21 marzo 1801 – 27 maggio 1803
Predecessorenessuno
SuccessoreCarlo II
Nome completoLudovico Francesco Filiberto di Borbone-Parma
NascitaColorno, 5 luglio 1773
MorteFirenze, 27 maggio 1803
Luogo di sepolturaPanteón de Infantes del Monastero dell’Escorial,San Lorenzo de El Escorial
PadreFerdinando I, Duca di Parma
MadreMaria Amalia d’Austria
ConsorteMaria Luisa di Spagna
FigliCarlo, Re di Etruria, Duca di Parma
Maria Luisa Carlotta, Principessa della Corona di Sassonia
ReligioneCattolica

Ludovico (Luigi) I di Borbone-Parma (Colorno, 5 luglio 1773Firenze, 27 maggio 1803) fu il primo dei due re di Etruria. [1]

1809 Passaporto ”Gioacchino Napoleone ”Murat” dato il 25 maggio a Pietro Chyunlia possidente che parte da Napoli e si reca a Roma per Affari

1809 Passaporto ”Gioacchino Napoleone ”Murat” dato il 25 maggio a Pietro Chyunlia possidente che parte da Napoli e si reca a Roma per suoi Affari

Art.Nr.1140

Murat a Napoli, François Gérard, 1812

Nel 1808 Napoleone lo nominò re di Napoli, dopo che il trono sottratto ai Borbone si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna. A Napoli il nuovo re, ormai noto come “Gioacchino Napoleone”, fu ben accolto dalla popolazione, che ne apprezzava la bella presenza, il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto dello spettacolo e alcuni tentativi di porre riparo alla sua miseria, ma venne invece detestato dal clero.

Durante il suo breve regno, Murat fondò, con decreto del 18 novembre 1808, il Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade (all’origine della facoltà di Ingegneria a Napoli, la prima in Italia) e la cattedra di agraria nella medesima università con decreto del 10 dicembre 1809, ma condannò alla chiusura, con decreto del 29 novembre 1811, l’antica Scuola medica salernitana, primo esempio al mondo di Università. Inoltre avviò opere pubbliche di rilievo non solo a Napoli (il ponte della Sanità, via Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di Marte ecc.), ma anche nel resto del Regno (l’illuminazione pubblica a Reggio di Calabria, il progetto del Borgo Nuovo di Bari, il riattamento del porto di Brindisi, l’istituzione dell’ospedale San Carlo di Potenza ecc.).

Il 1º gennaio 1809, Murat introdusse nel regno il Codice Napoleonico, che, tra le varie riforme, legalizzò, per la prima volta nella penisola, il divorzio, il matrimonio civile e l’adozione, cosa che non venne gradita dal clero, il quale perse la facoltà di gestire le politiche familiari. La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione dell’esercito sul modello francese, che offriva belle possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la riapertura dell’Accademia Pontaniana ad opera di intellettuali che si riunirono nella residenza di Giustino Fortunato, e l’istituzione della nuova Accademia reale, e i tecnici l’attenzione data agli studi scientifici e industriali.

 

Murat a Napoli, François Gérard, 1812

Nel 1808 Napoleone lo nominò re di Napoli, dopo che il trono sottratto ai Borbone si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna. A Napoli il nuovo re, ormai noto come “Gioacchino Napoleone”, fu ben accolto dalla popolazione, che ne apprezzava la bella presenza, il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto dello spettacolo e alcuni tentativi di porre riparo alla sua miseria, ma venne invece detestato dal clero.

Durante il suo breve regno, Murat fondò, con decreto del 18 novembre 1808, il Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade (all’origine della facoltà di Ingegneria a Napoli, la prima in Italia) e la cattedra di agraria nella medesima università con decreto del 10 dicembre 1809, ma condannò alla chiusura, con decreto del 29 novembre 1811, l’antica Scuola medica salernitana, primo esempio al mondo di Università. Inoltre avviò opere pubbliche di rilievo non solo a Napoli (il ponte della Sanità, via Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di Marte ecc.), ma anche nel resto del Regno (l’illuminazione pubblica a Reggio di Calabria, il progetto del Borgo Nuovo di Bari, il riattamento del porto di Brindisi, l’istituzione dell’ospedale San Carlo di Potenza ecc.).

Il 1º gennaio 1809, Murat introdusse nel regno il Codice Napoleonico, che, tra le varie riforme, legalizzò, per la prima volta nella penisola, il divorzio, il matrimonio civile e l’adozione, cosa che non venne gradita dal clero, il quale perse la facoltà di gestire le politiche familiari. La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione dell’esercito sul modello francese, che offriva belle possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la riapertura dell’Accademia Pontaniana ad opera di intellettuali che si riunirono nella residenza di Giustino Fortunato, e l’istituzione della nuova Accademia reale, e i tecnici l’attenzione data agli studi scientifici e industriali.

Carolina Bonaparte a Napoli

I più scontenti erano i commercianti, ai quali il blocco imposto ai commerci di Napoli dagli inglesi rovinava gli affari (blocco contro il quale lo stesso Murat tollerava e favoriva il contrabbando, il che costituiva un’ulteriore ragione per accordargli il favore popolare). Molto efficace, anche se attuata con metodi di sconvolgente crudeltà, fu la repressione del brigantaggio affidata dapprima al generale Andrea Massena e poi al generale Charles Antoine Manhès.

Nel 1810 per tre mesi Murat governò il regno dalle alture di Piale, frazione di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Egli, muovendosi da Napoli per la conquista della Sicilia (dove si era rifugiato il re Ferdinando I sotto la protezione degli inglesi, un esercito dei quali era accampato presso Punta Faro a Messina), giunse a Scilla il 3 giugno 1810 e vi restò sino al 5 luglio, quando fu completato il grande accampamento di Piale.

Nel breve periodo di permanenza, Murat fece costruire i tre forti di Torre Cavallo, Altafiumara e Piale, quest’ultimo con torre telegrafica (telegrafo di Chappe). Il 26 settembre dello stesso anno, constatando impresa difficile la conquista della Sicilia, Murat dismise l’accampamento di Piale e ripartì per la capitale. Non va infine sottovalutato il ruolo avuto nel governo del periodo murattiano dalla moglie Carolina, donna intelligente ancorché molto ambiziosa.

1806-Reisepass-In-Nome-di-Sua Maesta’-di-Prussia-rilasciato-al-Conte-Michele-Baldasseroni-e-Mosti’-d’Este-Ambasciatori-per-la-corte-di-Toscana-e-altre

   1806-Reisepass-In-Nome-di-Sua Maesta’-di-Prussia-rilasciato-al-Conte-Michele-Baldasseroni-e-Mosti’-d’Este-Ambasciatori-per-la-corte-di-Toscana-e-altre

                           Art-Nr.1126

 

1797-Passaporto-Ferdinando-III-Granduca-di-Toscana-ecc Rilasciato-a-Pompeo-Baldasseroni-che-si-porta-a-Modena-e-Vienna-Importante-Famiglia-Storico-Politica-Ambasciatori-presso-numerosi Corti Italiane ed Estere rilasciato a Firenze

1797-1797 Passaporto ''Ferinando III Granduca di Toscana ecc'''Rilasciato a Pompeo Baldasseroni che si porta a Modena e Vienna (Importante Famiglia Storico Politica Ambasciatori presso numerosi Stati -Corti Italiane ed Europee) RilasPassaporto-Ferdinando-III-Granduca-di-Toscana-ecc Rilasciato-a-Pompeo-Baldasseroni-che-si-porta-a-Modena-e-Vienna-Importante-Famiglia-Storico-Politica-Ambasciatori-presso-numerosi Corti Italiane ed Estere  rilasciato a Firenze

   Art.Nr.1127

 

 

1810 –Passaporto Provvisorio ”Governo di Piazza ” dato a Trento a Giov de Tschiclerer –Professore che si reca a Bressanone-

1810 –Passaporto Provvisorio ”Governo di Piazza ” dato a Trento a Giov de Tschiclerer –Professore che si reca a Bressanone-

   Art.Nr.1113

 

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