1806 Felice I Duca di Lucca e Piombino rendita da L.250 x 5 anni al Capitano Paulo Cristiani per Servizi Regi

1806 Felice I Duca di Lucca e Piombino rendita da L.250 x 5 anni al Capitano Paulo Cristiani per Servizi Regi    

Art.Nr.0005                                           

1787 Cartina di Russia Orientale

1787 Cartina dei Mari d'Oriente Russia (2)1787 Cartina dei Mari d'Oriente Russia (3)1787 Cartina dei Mari d'Oriente Russia1787 Cartina di Russia Orientale

At.Nr.0004                                                

 

1842 Carta di Sicurezza -”Il Podesta’ incaricato del Buon-Governo”- data a Gualtieri Reggio-Emilia

1842 Carta di Sicurezza – ” Il Podesta ‘Incaricato del Buon Governo-‘ ‘- i dati a Gualtieri Reggio-Emilia

Art.Nr.0003

 

1770 Francesco III duca di Modena Ril a Milano Moto Proprio

1771770 Francesco III duca di Modena Ril a Milano Moto Proprio0 Francesco III duca di Modena Ril a Milano Moto Proprio

Art.Nr.0002

 

 

 

1705 ”Rinaldo I Duca di Modena ”Aggregazione alla cittadinanza di Modena di cittadino Bolognese” Dato a Bologna a Firma del Duca Rinaldo di Modena

 

Rinaldo d’Este (1655-1737)Rinaldo d'Este

Rinaldo d’Este

Rinaldo d’Este

Duca di Modena e Reggio
Stemma
In carica1695  1737
PredecessoreFrancesco II d’Este
SuccessoreFrancesco III d’Este
NascitaModena, 25 aprile 1655
MorteModena, 26 ottobre 1737
Casa realeEste
PadreFrancesco I d’Este
MadreLucrezia Barberini
ConsorteCarlotta Felicita di Brunswick e Lüneburg
Rinaldo d’Este
cardinale di Santa Romana Chiesa
1686 RAINALDUS ESTENSIS.jpg
Il cardinale Rinaldo d’Este
NatoModena, 25 aprile 1655
Creato cardinale2 settembre 1686 da papa Innocenzo XI
DecedutoModena, 26 ottobre 1737
Ducato di Modena e Reggio
Este
Armoiries Este 1727.svg
Cesare

[mostra]

Figli e nipoti
Alfonso III

[mostra]

Figli
Francesco I

[mostra]

Figli
Alfonso IV d’Este

[mostra]

Figli
Francesco II
Rinaldo

[mostra]

Figli
Francesco III

[mostra]

Figli
Ercole III

[mostra]

Figli
Modifica

Rinaldo d’Este (Modena25 aprile 1655 – Modena26 ottobre 1737) fu Duca di Modena e Reggio dal 1695 al 1737 e cardinale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi e la carriera ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

Ultimogenito del duca Francesco I d’Este, Rinaldo (di costituzione già debole e malata), venne destinato come la prassi richiedeva alla carriera ecclesiastica. Fedele studioso, venne avviato agli studi scientifici e di filosofia all’Università di Modena.

Papa Innocenzo XI lo creò cardinale diacono nel concistoro del 2 settembre 1686, dal momento che il papa gli aveva concesso una speciale dispensa per non aver ancora ricevuto gli ordini minori al tempo della propria promozione al cardinalato, aggravata dal fatto di avere uno zio nel Sacro Collegio dei Cardinali. Il 20 dicembre 1688 ricevette la porpora cardinalizia ed il titolo diaconale di Santa Maria della Scala. Prese parte al conclave del 1689 che elesse papa Alessandro VIII e nuovamente a quello del 1691 che elesse Innocenzo XII.

La situazione nel ducato per la famiglia d’Este intanto diveniva tragica in quanto era ormai chiaro che suo nipote Francesco II sarebbe morto senza eredi e come tale, il 21 marzo 1695 papa Innocenzo XII accettò le sue dimissioni dalla carriera ecclesiastica consentendogli di succedere al trono di famiglia per preservare la casata d’Este al trono di Modena.

La salita al trono[modifica | modifica sorgente]

Salito al trono poco dopo le sue dimissioni, in seguito alla morte di Francesco II, ottenne il governo del Ducato di Modena e prese pieno potere, ma rimaneva la necessità quasi immediata di trovare moglie per il nuovo duca, una necessità che data la sua carriera ecclesiastica non si era mai posta.

Fu così che Rinaldo sposò Carlotta Felicita di Brunswick e Lüneburg, figlia di Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg e di Benedetta Enrichetta del Palatinato, cugina di re Giorgio I d’Inghilterra imparentandosi così con gran parte dei principi di Germania. Nel 1699 la cognata Amalia Guglielmina, principessa di Braunschweig-Lüneburg, sposò a Modena il figlio dell’imperatore Leopoldo I, Giuseppe (1678 1711), che diverrà a sua volta imperatore, imparentando così Rinaldo anche con gli Asburgo.

Per cercare di sollevare le condizioni del popolo minuto, che la crisi economica aveva letteralmente ridotto alla fame, controllò strettamente il mercato del grano, arrestando anche alcuni nobili che ne facevano aggiotaggio, ed il prezzo diminuì sensibilmente. Continuarono gli acquartieramenti alemanni, ma impose, per il loro mantenimento, imposte ai feudatari, alle quali si assoggettò lui medesimo, e migliorarono così le condizioni di vita dei contadini.

La morte di Carlo II di Spagna scatenò la Guerra di successione spagnola che ancora una volta portò lutti e miserie in Italia. Rinaldo cercò di barcamenarsi alla meno peggio, dichiarandosi nominalmente neutrale, ma il 1º agosto 1702 i Francesi entrano in Modena da Reggio, ove avevano costretto alla fuga i tedeschi, e Rinaldo dovette fuggire a Bologna.

Nel 1703 l’invasione si convertì in conquista, sciogliendo la Reggenza, ma nel frattempo le sorti del conflitto stavano mutando, con i Savoia che abbandonarono la Francia per schierarsi con l’Austria.

Carlotta Felicita di Braunschweig-Lüneburg.

Nel novembre 1706 i tedeschi assalirono Modena ed assediarono i Francesi nella Cittadella. Questi si arresero nel febbraio 1707; il Duca era fra gli assedianti ed ottenne un trattamento onorevole per gli assediati. Nelle faticose trattative di pace ottenne dall’Impero (per 200 000 doppie di Spagna) il Ducato di Mirandola, confiscato al filo-francese duca Pico, e tentò un riavvicinamento alla Francia mediante il matrimonio dell’erede al trono Francesco con Carlotta Aglae di Borbone-Orléans, la figlia di Filippo II d’Orléans. Andarono invece a vuoto i reiterati tentativi di ottenereComacchio, annesso al Ferrarese, ma feudo imperiale, nonostante le dotte perorazioni di Ludovico Antonio Muratori.

Il matrimonio del figlio fu fonte di infiniti guai e preoccupazioni per Rinaldo: la nuora era quanto di più capriccioso e licenzioso si potesse immaginare, e con entrambi i rapporti si fecero presto tesi; per loro fece costruire una principesca residenza a Rivalta, presso Reggio Emilia, pur di non averli a Palazzo Ducale.

Le finanze ducali non si riebbero più dall’esborso delle 200 000 doppie (oltre una tonnellata d’oro!): la lira modenese e la lira reggiana si indebolirono, mentre crebbe il disordine monetario a causa di emissioni di monete svalutate. A questi problemi si aggiunsero poi le ingenti spese per la costruzione della villa di Rivalta ove andò poi a risiedere il figlio Francesco con la moglie Carlotta, un complesso che, a detta dei contemporanei, rivaleggiava per sfarzo con Versailles.

Nel 1728, con il matrimonio della figlia Enrichetta con l’ultimo Farnese di Parma, Antonio, Rinaldo cercò la prospettiva di ingrandire il proprio Stato ad occidente, ma dopo poco il genero morì senza eredi e Parma passò ai Borboni.

Nel 1733 scoppiò la Guerra di successione polacca ed il Duca, pur dichiarandosi neutrale, segretamente parteggiava per l’Impero. Per un breve periodo fu costretto ancora una volta dai Francesi a rifugiarsi a Bologna, ma con la pace del 1736 tornò a Modena ed ottenne, il 12 ottobre 1737, per i servigi resi all’Impero, la Contea di Novellara e Bagnolo. Pochi giorni dopo morì, lasciando la reggenza alle figlie nubili Benedetta e Amalia, poiché il figlio Francesco era in Ungheria al servizio dell’imperatore Carlo VI a combattere i Turchi.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Rinaldo e Carlotta ebbero sette figli: